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Perche abbandonare Elementor e passare a GeneratePress e GenerateBlocks

Perché abbandonare Elementor e passare a GeneratePress e GenerateBlocks

Scritto da Sergio Pinna il

04/05/2026

Premessa

Sono passato da Elementor a GeneratePress e GenerateBlocks non per una questione di moda, né perché Elementor sia improvvisamente diventato uno strumento da evitare. L’ho fatto perché, lavorando su WordPress, mi sono accorto di avere bisogno di una base più leggera, più pulita e più controllabile.

Elementor mi ha permesso per molto tempo di costruire pagine in modo rapido e visuale, ma con il passare del tempo ho iniziato a percepirne anche i limiti: più codice caricato, più dipendenze, più impostazioni sparse e una manutenzione meno lineare.

GeneratePress e GenerateBlocks mi hanno riportato a un modo di progettare più essenziale: meno widget, meno sovrastrutture e più attenzione alla struttura, alla velocità, al CSS e alla qualità reale del sito. Questo articolo nasce proprio da questa esperienza concreta.


Elementor è stato, per molti web designer e proprietari di siti WordPress, una porta d’ingresso molto comoda nel mondo della costruzione visuale dei siti web. Ha permesso a tante persone di creare pagine complesse senza mettere mano al codice, con un sistema drag and drop intuitivo, widget pronti, template, effetti grafici e un controllo visivo immediato del layout. Non a caso Elementor si presenta come uno dei page builder WordPress più diffusi, con un approccio no-code pensato per dare grande libertà creativa anche a chi non sviluppa codice ogni giorno.

Però arriva un momento, soprattutto quando si inizia a lavorare in modo più professionale su WordPress, in cui la domanda diventa inevitabile: ha ancora senso costruire tutto con Elementor?

La risposta, almeno secondo la mia esperienza, è: non sempre.

Anzi, in molti casi può essere molto più intelligente passare a una combinazione più leggera, più pulita e più vicina alla logica nativa di WordPress: GeneratePress + GenerateBlocks.

Non significa che Elementor sia “sbagliato” o che non vada mai usato. Significa semplicemente che, quando l’obiettivo è creare un sito veloce, stabile, facilmente mantenibile e meno dipendente da un page builder pesante, GeneratePress e GenerateBlocks diventano una scelta molto più solida.

Elementor è comodo, ma spesso diventa troppo

Il grande punto di forza di Elementor è anche il suo limite principale: fa tantissime cose.

Puoi creare sezioni, colonne, animazioni, popup, header, footer, template dinamici, form, effetti hover, caroselli, layout responsive e molto altro. Per chi parte da zero è una meraviglia, perché tutto sembra immediato. Apri l’editor, trascini un widget, modifichi margini e colori, vedi subito il risultato.

Il problema nasce quando il sito cresce.

Una pagina costruita con Elementor tende spesso a diventare molto articolata: sezioni dentro sezioni, colonne dentro colonne, widget multipli, impostazioni duplicate, classi generate automaticamente, CSS e JavaScript aggiuntivi. All’inizio non ci fai caso, perché visivamente tutto funziona. Ma sotto la superficie il sito può diventare più pesante, più difficile da ottimizzare e meno semplice da gestire nel tempo.

E qui entra in gioco il tema centrale: un sito web non deve solo essere bello da vedere nell’editor. Deve essere veloce, pulito, stabile e facile da mantenere.

Il vero problema non è Elementor, ma la dipendenza da Elementor

Quando costruisci un sito interamente con un page builder, non stai usando solo WordPress. Stai costruendo sopra un sistema intermedio.

Questo significa che molte parti fondamentali del sito — layout, spaziature, sezioni, template, contenuti e talvolta anche header e footer — dipendono dal funzionamento di quel builder. Finché tutto va bene, nessun problema. Ma se un aggiornamento crea un conflitto, se un add-on smette di essere mantenuto, se decidi di cambiare tecnologia o se vuoi alleggerire il sito, ti accorgi che uscire da quel sistema può essere complicato.

Il rischio è quello che spesso viene chiamato lock-in: il sito funziona bene finché rimani dentro quell’ecosistema, ma diventa meno flessibile quando vuoi cambiare approccio.

GeneratePress e GenerateBlocks, invece, lavorano in modo molto più vicino alla filosofia nativa di WordPress. GeneratePress è un tema leggero pensato per velocità, stabilità e accessibilità, mentre GenerateBlocks aggiunge pochi blocchi essenziali ma molto versatili, progettati per costruire layout senza riempire il sito di elementi inutili.

La differenza è enorme: invece di usare un builder che si sovrappone pesantemente a WordPress, lavori con strumenti che lo accompagnano.

GeneratePress: una base leggera e professionale

GeneratePress è uno di quei temi che, a prima vista, può sembrare quasi troppo semplice. Non ti travolge con mille demo appariscenti, non ti promette effetti speciali ovunque, non cerca di impressionarti con opzioni infinite.

E proprio qui sta la sua forza.

GeneratePress è pensato come una base tecnica pulita, stabile e performante. La pagina ufficiale del tema su WordPress.org lo descrive come un tema leggero, costruito con attenzione a velocità e usabilità; la stessa scheda segnala che una nuova installazione di GeneratePress aggiunge meno di 10 KB compressi alla dimensione della pagina.

Questo, per un web designer, è un vantaggio enorme.

Significa partire da fondamenta più leggere. Significa avere meno codice superfluo. Significa non dover combattere continuamente contro un tema carico di funzionalità inutilizzate. Significa poter progettare un sito con maggiore controllo, sapendo che la base non ti sta già appesantendo il lavoro.

Un buon sito WordPress non nasce solo dal design della homepage. Nasce anche da ciò che l’utente non vede: struttura HTML, caricamento delle risorse, pulizia del codice, compatibilità, accessibilità, manutenzione.

GeneratePress ragiona esattamente in questa direzione.

GenerateBlocks: pochi blocchi, ma fatti bene

GenerateBlocks segue una filosofia molto diversa rispetto a tanti builder visuali: invece di offrirti decine e decine di widget preconfezionati, ti dà pochi elementi fondamentali con cui puoi costruire quasi tutto.

Container, headline, button, image e altri blocchi essenziali diventano una sorta di kit da progettista. Non hai mille componenti decorativi già pronti, ma hai strumenti flessibili con cui creare layout puliti, riutilizzabili e controllabili. Il sito ufficiale di GenerateBlocks insiste proprio su questo concetto: imparare a usare pochi blocchi in profondità invece di appesantire WordPress con tanti blocchi monouso.

Questa è una mentalità molto più professionale.

Con Elementor spesso parti dal widget: “mi serve questo effetto, cerco il widget giusto”.
Con GenerateBlocks parti dalla struttura: “mi serve questa sezione, la progetto nel modo più pulito possibile”.

È un cambio di approccio importante.

Non stai più semplicemente componendo pezzi grafici. Stai costruendo un layout con una logica più vicina al vero web design: contenitori, griglie, spaziature, tipografia, gerarchia visiva, componenti riutilizzabili.

Siti più veloci e meno gonfi

Uno dei motivi principali per cui molti professionisti scelgono GeneratePress e GenerateBlocks è la performance.

Oggi la velocità di un sito non è più un dettaglio tecnico riservato agli sviluppatori. È una parte concreta dell’esperienza utente. Un sito lento trasmette poca cura, aumenta il rischio di abbandono e rende più difficile ottenere contatti, richieste di preventivo o vendite.

Con Elementor puoi certamente creare siti veloci, soprattutto se sai ottimizzare bene immagini, font, script, hosting, cache e impostazioni varie. Ma è innegabile che parti da un sistema più complesso. Elementor deve caricare il suo ecosistema, i suoi widget, il suo CSS, il suo JavaScript e spesso anche componenti aggiuntivi installati per coprire funzioni mancanti.

Con GeneratePress e GenerateBlocks, invece, la logica è più essenziale: caricare solo ciò che serve.

Questo non significa che un sito fatto con GeneratePress sia automaticamente perfetto. Se carichi immagini enormi, dieci font diversi, plugin inutili e script traccianti ovunque, riuscirai comunque a rallentarlo. Però parti da una base molto più leggera e controllabile.

E quando si lavora seriamente su WordPress, partire bene fa una grande differenza.

Maggiore controllo sul design

Una delle obiezioni più frequenti è: “Sì, ma con Elementor ho più libertà grafica”.

È vero, ma solo in parte.

Elementor dà una libertà immediata. Ti permette di spostare elementi, cambiare colori, impostare margini, aggiungere animazioni e costruire rapidamente sezioni complesse. Però questa libertà può trasformarsi facilmente in disordine progettuale.

Quando ogni singolo elemento ha impostazioni proprie, il rischio è creare un sito poco coerente: margini diversi da sezione a sezione, colori impostati manualmente, dimensioni dei testi non uniformi, responsive sistemato “a occhio” pagina per pagina.

GeneratePress e GenerateBlocks ti spingono invece a lavorare in modo più sistematico.

Puoi definire una struttura visiva più ordinata, ragionare per componenti, controllare meglio spaziature e tipografia, usare classi CSS quando serve e mantenere un design più coerente tra le varie pagine del sito.

Per un web designer questo è fondamentale.

Il punto non è avere mille effetti. Il punto è costruire un’identità visiva solida, leggibile e ripetibile.

Meno plugin, meno problemi

Un altro vantaggio concreto del passaggio a GeneratePress e GenerateBlocks è la possibilità di ridurre la dipendenza da plugin aggiuntivi.

Con Elementor capita spesso di installare estensioni extra: un add-on per i widget avanzati, uno per i caroselli, uno per gli effetti, uno per i moduli, uno per i popup, uno per le tabelle, uno per le animazioni. Ogni plugin aggiunge possibilità, ma aggiunge anche potenziali problemi: aggiornamenti, compatibilità, codice aggiuntivo, vulnerabilità, conflitti.

Non è una questione di demonizzare i plugin. WordPress vive anche grazie ai plugin. Ma un sito professionale dovrebbe usare solo ciò che serve davvero.

GeneratePress e GenerateBlocks aiutano a mantenere il sistema più asciutto. Molte sezioni che normalmente verrebbero costruite con widget complessi possono essere realizzate con blocchi, CSS mirato e una struttura più semplice.

Meno dipendenze significa anche meno ansia negli aggiornamenti.

Migliore manutenzione nel tempo

Un sito non finisce quando viene pubblicato.

Dopo la pubblicazione arrivano modifiche, nuove pagine, articoli, landing page, sezioni da aggiornare, contenuti da riorganizzare, test da fare, piccoli ritocchi grafici, nuove esigenze SEO.

Se il sito è stato costruito con una logica troppo “visuale” e poco strutturata, ogni modifica può diventare lenta. Devi aprire Elementor, entrare nella pagina, cercare la sezione, capire com’è stata costruita, modificare impostazioni annidate, controllare tablet e mobile, salvare, svuotare cache, verificare.

Con GeneratePress e GenerateBlocks il lavoro tende a essere più lineare. Le pagine sono più vicine all’editor nativo di WordPress, i blocchi sono più semplici da riconoscere, la struttura è meno stratificata e le modifiche risultano spesso più rapide.

Per un sito personale, un blog professionale o un sito vetrina aziendale, questa differenza si sente tantissimo.

Soprattutto nel lungo periodo.

Più coerenza con Gutenberg e il futuro di WordPress

WordPress si sta muovendo da anni verso il block editor. Gutenberg non è più un esperimento: è la direzione principale dell’ecosistema WordPress.

Continuare a costruire tutto con un page builder esterno può avere senso in certi casi, ma significa anche lavorare in parallelo rispetto alla direzione nativa della piattaforma.

GenerateBlocks, invece, si inserisce dentro questa evoluzione. Non sostituisce completamente WordPress con un’interfaccia separata, ma potenzia l’editor a blocchi. Questo rende il sito più allineato al modo in cui WordPress stesso sta evolvendo.

Per chi lavora nel web design, questo è un aspetto strategico.

Non si tratta solo di “quale strumento è più comodo oggi”. Si tratta di capire quale approccio sarà più sostenibile domani.

Quando Elementor ha ancora senso

Detto tutto questo, non bisogna cadere nell’estremo opposto.

Elementor può avere ancora senso in diversi casi.

Può essere utile per prototipi veloci, landing page temporanee, siti in cui il cliente vuole modificare tutto visivamente, progetti con budget ridotto e tempi strettissimi, oppure situazioni in cui servono funzionalità pronte senza sviluppo personalizzato.

Se devi creare una pagina promozionale in fretta, con effetti grafici, form, popup e template già disponibili, Elementor può essere ancora uno strumento efficace.

Il punto non è dire che Elementor sia inutile.

Il punto è capire quando Elementor è una scorciatoia utile e quando invece diventa un peso.

Per siti professionali che devono durare, posizionarsi bene, caricarsi velocemente, essere facili da mantenere e avere una struttura pulita, GeneratePress e GenerateBlocks rappresentano spesso una scelta più matura.

Il passaggio richiede un cambio di mentalità

Abbandonare Elementor non significa semplicemente sostituire uno strumento con un altro.

Significa cambiare modo di progettare.

Con Elementor spesso si ragiona così: “Aggiungo una sezione, trascino un widget, sistemo graficamente”.

Con GeneratePress e GenerateBlocks il ragionamento diventa più progettuale: “Qual è la struttura della sezione? Qual è la gerarchia dei contenuti? Quali blocchi mi servono davvero? Che classi posso riutilizzare? Come mantengo coerenza tra desktop e mobile?”

È un approccio meno immediato all’inizio, ma più potente nel lungo periodo.

Per un web designer è anche un’occasione di crescita. Ti costringe a ragionare meglio su HTML, CSS, responsive design, accessibilità, performance e struttura dei contenuti.

In altre parole: ti fa lavorare meno da “assemblatore di widget” e più da progettista web.

Come migrare da Elementor a GeneratePress e GenerateBlocks

Il passaggio non va fatto in modo impulsivo. Non conviene disattivare Elementor da un giorno all’altro e sperare che tutto funzioni. La migrazione va ragionata.

Il primo passo è analizzare il sito esistente. Bisogna capire quali pagine sono davvero costruite con Elementor, quali template dipendono dal builder, quali widget sono stati usati e quali funzionalità devono essere replicate.

Poi conviene procedere per sezioni.

Si può partire dalle pagine più semplici: pagina contatti, pagina chi sono, articoli del blog, pagine informative. Dopo aver ricostruito queste parti con GenerateBlocks, si può passare alle pagine più complesse, come homepage, landing page o template dinamici.

È importante anche approfittare della migrazione per pulire.

Non ha senso ricostruire tutto identico se il vecchio sito aveva sezioni ridondanti, spaziature incoerenti o contenuti poco efficaci. Migrare da Elementor a GeneratePress può diventare l’occasione perfetta per migliorare struttura, testi, SEO, velocità e design.

Una buona sequenza può essere questa:

  1. installare GeneratePress e configurare le impostazioni generali;
  2. installare GenerateBlocks;
  3. definire tipografia, colori, layout e spaziature globali;
  4. ricostruire le pagine principali una alla volta;
  5. verificare la resa mobile;
  6. controllare SEO title, meta description e heading;
  7. ottimizzare immagini e risorse;
  8. testare performance e compatibilità;
  9. eliminare Elementor solo quando non è più necessario.

La cosa importante è non avere fretta.

Una migrazione fatta bene non serve solo a cambiare strumento. Serve a migliorare davvero il sito.

Perché questa scelta è particolarmente adatta a un blog

Se hai un blog, la combinazione GeneratePress + GenerateBlocks è ancora più interessante.

Un blog ha bisogno di velocità, leggibilità, ordine, struttura dei contenuti e semplicità di gestione. Non ha necessariamente bisogno di effetti complessi in ogni pagina. Anzi, spesso un blog funziona meglio quando l’esperienza è pulita: titolo chiaro, testo leggibile, immagini ben ottimizzate, categorie organizzate, articoli correlati, breadcrumb, call to action leggere.

Elementor, in un blog, rischia spesso di essere eccessivo.

GeneratePress, invece, è perfetto come base per un blog professionale. GenerateBlocks permette di creare sezioni personalizzate quando servono — box autore, CTA, griglie di articoli, hero, blocchi informativi, sezioni correlate — senza trasformare ogni contenuto in una pagina pesante.

Per un sito come quello di un web designer, questa scelta comunica anche competenza.

Un visitatore magari non sa se hai usato Elementor o GeneratePress. Però percepisce la differenza: il sito si apre velocemente, è ordinato, è leggibile, non sembra gonfio, funziona bene da mobile, ha una struttura chiara.

E questa è già una forma di autorevolezza.

SEO e performance: una coppia da non separare

Quando si parla di SEO, spesso si pensa solo alle parole chiave. Titoli, meta description, heading, link interni, contenuti lunghi, categorie, slug.

Tutto giusto.

Ma la SEO moderna non può essere separata dall’esperienza utente. Un sito lento, instabile o difficile da navigare parte svantaggiato. La qualità tecnica non sostituisce i contenuti, ma li mette nelle condizioni migliori per funzionare.

GeneratePress e GenerateBlocks aiutano proprio in questo: permettono di costruire pagine più leggere, con una struttura più ordinata e un maggior controllo sugli elementi. Non fanno SEO “magicamente”, ma rendono più semplice costruire un sito tecnicamente sano.

E per un blog che vuole crescere nel tempo, questa è una base molto più intelligente.

Il vantaggio più grande: meno rumore, più progetto

La vera differenza tra Elementor e GeneratePress/GenerateBlocks non è solo tecnica.

È mentale.

Elementor ti offre tanto, subito. Ma proprio perché ti offre tanto, può portarti a usare troppo: troppe sezioni, troppi effetti, troppe impostazioni, troppi widget, troppe eccezioni.

GeneratePress e GenerateBlocks ti costringono a essere più essenziale.

E questa, nel web design, è spesso una virtù.

Un sito efficace non è quello che mostra tutto quello che sai fare. È quello che accompagna l’utente nel modo più chiaro possibile verso l’informazione o l’azione desiderata.

Meno rumore.
Meno pesantezza.
Meno dipendenze.
Più controllo.
Più coerenza.
Più velocità.
Più attenzione alla struttura.

Questo è il vero motivo per cui molti professionisti scelgono di abbandonare Elementor.

Conclusione

Elementor resta uno strumento potente, comodo e molto diffuso. Per certi progetti può ancora essere una buona soluzione, soprattutto quando servono velocità di esecuzione, grande libertà visiva immediata e funzionalità già pronte.

Ma se l’obiettivo è costruire un sito WordPress più leggero, più professionale, più stabile e più facile da mantenere nel tempo, allora GeneratePress e GenerateBlocks rappresentano una scelta molto più solida.

Non è solo una questione di performance. È una questione di metodo.

Passare da Elementor a GeneratePress e GenerateBlocks significa smettere di ragionare solo in termini di widget e iniziare a progettare davvero la struttura del sito. Significa costruire con più consapevolezza, con meno dipendenze e con una maggiore attenzione alla qualità tecnica.

Per un web designer, questo passaggio può segnare una crescita importante: da semplice utilizzatore di strumenti visuali a professionista capace di progettare siti più puliti, più veloci e più sostenibili.

E alla fine è proprio questo che dovrebbe fare un buon sito WordPress: non stupire solo mentre lo costruisci, ma funzionare bene ogni giorno, per chi lo visita e per chi lo gestisce.

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