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Plugin alternativi a Google Analytics perché sceglierli e quali valutare per un sito WordPress

Plugin alternativi a Google Analytics: perché sceglierli e quali valutare per un sito WordPress

Scritto da Sergio Pinna il

27/07/2026

Google Analytics è stato per anni lo strumento quasi automatico per misurare le visite di un sito web. Si installava il codice, si entrava nella dashboard e si iniziava a vedere da dove arrivavano gli utenti, quali pagine visitavano e quanto tempo restavano sul sito.

Negli ultimi anni, però, molte persone hanno iniziato a chiedersi una cosa molto semplice: mi serve davvero uno strumento così complesso per capire come sta andando il mio sito?

Per molti siti aziendali, blog, portfolio e piccoli e-commerce, la risposta spesso è: no, non sempre.

Anzi, in tanti casi può avere molto senso scegliere un’alternativa a Google Analytics, soprattutto se si vuole avere uno strumento più semplice, più leggero, più rispettoso della privacy e più comprensibile anche per chi non lavora ogni giorno con dati, report e tracciamenti.

Perché cercare un’alternativa a Google Analytics

Il primo motivo è la semplicità. Google Analytics 4 è uno strumento potente, ma non sempre immediato. Per un piccolo sito aziendale, spesso non serve avere decine di report, eventi, segmenti, attribuzioni e pannelli complessi. Molte persone vogliono solo sapere quante visite hanno ricevuto, quali pagine funzionano meglio, da dove arrivano gli utenti e quali contenuti portano più interesse.

Il secondo motivo è la privacy. Google stesso spiega che i tag di Google Analytics usano cookie per misurare l’interazione degli utenti e che i proprietari dei siti devono informare gli utenti e dare loro la possibilità di concedere o negare il consenso.

In Europa e in Italia il tema è diventato particolarmente sensibile. Nel 2022 il Garante Privacy italiano è intervenuto sul caso Google Analytics, evidenziando problemi legati al trasferimento di dati verso gli Stati Uniti e alla raccolta di informazioni come indirizzo IP, browser, sistema operativo, risoluzione dello schermo, lingua e data/ora della visita.

Questo non significa che ogni uso di Google Analytics sia automaticamente sbagliato in ogni situazione, ma significa che non è più uno strumento da installare “alla leggera” senza porsi domande. Per molti siti piccoli o medi, usare una soluzione più essenziale può ridurre complessità tecniche, banner invasivi, configurazioni errate e dubbi sulla gestione dei dati.

Il terzo motivo è la velocità del sito. Ogni script aggiunto a una pagina ha un peso. Alcune alternative a Google Analytics nascono proprio per essere leggere, essenziali e meno impattanti sulle performance. Per un sito WordPress, soprattutto se si lavora su velocità, Core Web Vitals e user experience, anche questo dettaglio conta.

Cosa dovrebbe fare un buon plugin di statistiche

Un buon plugin alternativo a Google Analytics non deve per forza fare tutto. Anzi, spesso il suo valore sta proprio nel fare bene poche cose.

Per la maggior parte dei siti, le informazioni davvero utili sono:

  • quante persone visitano il sito;
  • quali pagine ricevono più visite;
  • da quali siti, social o motori di ricerca arrivano gli utenti;
  • quali dispositivi vengono usati;
  • quali articoli o servizi generano più interesse;
  • se le campagne con link UTM stanno portando traffico;
  • se ci sono conversioni, come clic, invii di form o acquisti.

La domanda corretta non è: “Quale plugin ha più funzioni?”.
La domanda corretta è: “Quale plugin mi dà dati utili senza complicarmi la vita?”

Matomo Analytics

Matomo è una delle alternative più conosciute a Google Analytics. Esiste sia come soluzione cloud sia come versione installabile e, nel caso di WordPress, è disponibile anche come plugin.

Il plugin Matomo per WordPress punta molto sul concetto di proprietà del dato: i dati vengono salvati all’interno del sito WordPress e non inviati a terze parti o in altri Paesi. La pagina ufficiale del plugin parla anche di GDPR Manager, anonimizzazione degli IP, esportazione ed eliminazione dei dati e configurazione della conservazione dei dati.

Matomo è indicato quando si vuole qualcosa di più vicino a Google Analytics come profondità dei dati, ma con maggiore controllo. È una soluzione interessante per chi vuole report completi, tracciamento e-commerce, tag manager, dati più avanzati e una piattaforma robusta.

Il rovescio della medaglia è che, proprio perché è più completo, può risultare meno immediato rispetto ad alternative più minimaliste. Per un piccolo sito vetrina potrebbe essere persino troppo.

Quando sceglierlo: se vuoi una soluzione potente, completa, orientata alla privacy e con controllo diretto sui dati.

Independent Analytics

Independent Analytics è un plugin pensato in modo specifico per WordPress. Il suo punto forte è che porta le statistiche direttamente dentro la dashboard del sito, senza dover entrare in piattaforme esterne.

Secondo la pagina ufficiale su WordPress.org, Independent Analytics non comunica con server esterni, non usa cookie e non salva dati personali. I dati vengono creati e archiviati sul server del sito.

Questo lo rende molto interessante per siti aziendali, blog, portfolio e siti professionali dove serve una lettura chiara: pagine più viste, fonti di traffico, dispositivi, browser, sistemi operativi, dati geografici e report esportabili.

È una scelta molto sensata per chi lavora con WordPress e vuole evitare dashboard dispersive. Non è lo strumento più “enterprise” del mondo, ma per tanti siti è proprio questo il vantaggio: è pulito, leggibile e vicino al modo in cui un proprietario di sito ragiona davvero.

Quando sceglierlo: se vuoi statistiche semplici, integrate in WordPress e senza dipendere da servizi esterni.

Burst Statistics

Burst Statistics è un’altra alternativa molto interessante per WordPress. Nasce con un approccio chiaro: dare dati comprensibili senza creare confusione.

La pagina ufficiale descrive Burst come un plugin privacy-friendly, con dati in tempo reale, interfaccia semplice e impostazione rapida. Specifica inoltre che il plugin funziona sul proprio server, senza tracciamento di terze parti e senza far uscire i dati dal sito.

La scheda su WordPress.org sottolinea che Burst mostra metriche essenziali come visitatori, pagine viste, referrer e pagine principali, evitando un sovraccarico di dati. Inoltre può essere usato anche senza cookie, anche se questa scelta può ridurre un po’ l’accuratezza.

È una soluzione adatta a chi vuole una dashboard chiara e moderna, senza doversi perdere in mille configurazioni. Può essere una buona via di mezzo tra semplicità e dati realmente utili.

Quando sceglierlo: se vuoi un plugin WordPress facile da usare, visivo, abbastanza completo e orientato alla privacy.

Koko Analytics

Koko Analytics è probabilmente una delle soluzioni più semplici e leggere per WordPress.

La pagina ufficiale lo presenta come un plugin open source, privacy-friendly, efficiente e senza servizi esterni. Non usa cookie, non traccia gli utenti tra siti diversi e non condivide dati con terze parti.

Koko è perfetto quando non si ha bisogno di sapere tutto di tutti. Ti dà le informazioni essenziali: visite, pagine più viste, referrer e statistiche generali. Per molti blog e siti vetrina è più che sufficiente.

Il grande vantaggio è la leggerezza. La sua filosofia è: meno rumore, meno complessità, meno tracciamento. Non è lo strumento ideale se vuoi report avanzati o analisi commerciali profonde, ma è ottimo se vuoi capire l’andamento del sito senza appesantirlo.

Quando sceglierlo: se vuoi qualcosa di molto semplice, leggero e rispettoso della privacy.

WP Statistics

WP Statistics è uno dei plugin storici per misurare il traffico direttamente dentro WordPress.

La pagina ufficiale su WordPress.org lo presenta come alternativa privacy-friendly a Google Analytics, con dati archiviati direttamente nel database WordPress, senza account esterni e con piena proprietà dei dati. La stessa pagina indica che, di default, non usa cookie, non memorizza informazioni personali identificabili e include funzioni per esportare ed eliminare dati in ottica GDPR.

È più ricco rispetto ad alternative molto minimaliste. Può mostrare dati su contenuti, categorie, referrer, dispositivi, campagne UTM, motori di ricerca e altro ancora.

Proprio per questo va valutato bene: più dati significa anche più peso sul database e più attenzione alla configurazione. Su siti piccoli può essere utile, ma conviene non attivare tutto solo perché esiste.

Quando sceglierlo: se vuoi tante statistiche dentro WordPress e preferisci mantenere i dati sul tuo server.

Plausible Analytics

Plausible non è solo un plugin WordPress: è un servizio esterno di analytics privacy-first che può essere integrato facilmente su WordPress.

La sua pagina dedicata a WordPress evidenzia alcuni punti chiave: niente cookie, niente identificatori a lungo termine, niente raccolta di dati personali, conformità GDPR/CCPA/PECR e infrastruttura europea.

Plausible è molto apprezzato perché ha una dashboard pulita, moderna e facile da leggere. È meno “WordPress-centrico” rispetto a plugin come Independent Analytics o Burst, ma è molto comodo se si gestiscono più siti o se si vuole una piattaforma esterna semplice, elegante e veloce.

Il limite principale è che si tratta di un servizio a pagamento. Però, per molti professionisti, agenzie e aziende, pagare per uno strumento chiaro e privacy-friendly può essere più sostenibile che usare gratis uno strumento complesso basato su un ecosistema pubblicitario.

Quando sceglierlo: se vuoi una piattaforma esterna semplice, pulita, europea e adatta anche a più siti.

Fathom Analytics

Fathom è un’altra alternativa a Google Analytics basata su semplicità e privacy.

Il plugin ufficiale per WordPress permette di usare Fathom senza modificare il codice del tema. La pagina su WordPress.org lo descrive come uno strumento privacy-focused e GDPR-compliant, con setup rapido, dashboard condivisibili o private, report via email e possibilità di escludere utenti o ruoli WordPress dal tracciamento.

Anche in questo caso siamo davanti a un servizio esterno con plugin di integrazione. Non è quindi la scelta ideale per chi vuole tenere tutto nel proprio database WordPress, ma è una soluzione molto valida se si cerca una dashboard esterna chiara e professionale.

Quando sceglierlo: se vuoi un servizio premium, semplice, affidabile e più facile da leggere rispetto a Google Analytics.

Simple Analytics

Simple Analytics segue una filosofia molto diretta: dare i dati necessari senza invadere la privacy degli utenti.

La scheda ufficiale del plugin WordPress afferma che Simple Analytics non usa cookie o altri identificatori, non richiede cookie banner per l’analytics e offre una dashboard semplice. Include anche funzioni come eventi, goal tracking e importazione dei dati storici da Google Analytics.

È una buona soluzione per chi cerca un’alternativa moderna, minimalista e facile da usare. Come Plausible e Fathom, è più un servizio esterno integrabile in WordPress che un plugin completamente interno.

Quando sceglierlo: se vuoi analytics semplici, privacy-first e con una dashboard molto pulita.

Plugin interno o servizio esterno?

Qui c’è una distinzione importante.

Alcuni strumenti funzionano direttamente dentro WordPress e salvano i dati sul tuo server. È il caso, per esempio, di Independent Analytics, Burst Statistics, Koko Analytics, WP Statistics e Matomo nella versione plugin per WordPress.

Altri strumenti sono invece servizi esterni con plugin di collegamento, come Plausible, Fathom e Simple Analytics. In pratica il plugin serve per installare lo script e collegare WordPress alla piattaforma.

Non esiste una scelta migliore in assoluto.

Una soluzione interna è interessante se vuoi avere tutto nel tuo sito, evitare account esterni e mantenere il massimo controllo. Però può aumentare il lavoro del database, soprattutto su siti con molto traffico.

Una soluzione esterna è comoda se gestisci più siti, vuoi una dashboard centralizzata e preferisci non appesantire WordPress con tabelle statistiche interne. Però devi affidarti a un servizio terzo e, spesso, pagare un abbonamento.

Allora quale alternativa scegliere?

Per un classico sito WordPress aziendale, portfolio professionale o blog personale, io ragionerei così:

Se vuoi la soluzione più semplice possibile, sceglierei Koko Analytics.

Se vuoi una dashboard più completa ma sempre facile da usare, valuterei Independent Analytics o Burst Statistics.

Se vuoi una soluzione più potente, con più funzioni e più vicina a Google Analytics, guarderei Matomo.

Se vuoi una piattaforma esterna elegante, pulita e adatta anche a più siti, prenderei in considerazione Plausible, Fathom o Simple Analytics.

Se vuoi molte statistiche dentro WordPress e non ti spaventa una configurazione un po’ più ricca, puoi valutare WP Statistics.

Google Analytics è ancora utile?

Sì, Google Analytics può essere ancora utile, soprattutto in progetti più strutturati: advertising, campagne complesse, funnel avanzati, integrazione con Google Ads, tracciamento eventi molto dettagliato, e-commerce con analisi approfondite.

Il punto però è un altro: non tutti i siti hanno bisogno di tutto questo.

Un parrucchiere, un ristorante, un consulente, un piccolo studio professionale, un artigiano o un sito portfolio spesso non hanno bisogno di una piattaforma enorme. Hanno bisogno di capire:

  • quante persone visitano il sito;
  • quali servizi interessano di più;
  • quali articoli portano traffico;
  • da dove arrivano i contatti;
  • quali pagine meritano di essere migliorate.

Per queste esigenze, un plugin alternativo può essere più che sufficiente.

Il vero vantaggio: dati più leggibili

La cosa più importante non è avere tanti dati.
La cosa più importante è capire cosa farci.

Un dato che non viene letto non serve.
Un report che il cliente non apre mai non serve.
Una dashboard troppo complicata rischia di diventare solo un peso.

Le alternative a Google Analytics funzionano bene proprio perché spesso riportano l’analytics alla sua funzione originale: aiutarti a capire se il sito sta lavorando, quali contenuti funzionano e dove puoi migliorare.

Conclusione

Scegliere un’alternativa a Google Analytics non significa rinunciare ai dati. Significa scegliere un modo diverso di leggerli.

Per molti siti WordPress, soprattutto quelli aziendali, professionali e divulgativi, una soluzione più semplice, leggera e rispettosa della privacy può essere la scelta più sensata.

Google Analytics resta uno strumento potente, ma non deve essere installato per abitudine. Prima bisogna chiedersi che tipo di dati servono davvero, chi dovrà leggerli, quanto conta la privacy degli utenti e quanto si vuole mantenere leggero il sito.

In molti casi, un buon plugin alternativo è più che sufficiente.
E spesso è anche più utile, perché mostra poche informazioni, ma quelle giuste.

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