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identificativo

Nel file funtions.php copiate ed aggiungete il codice PHP sottostante

cosa fa questo codice?

  1. elimina la versione del file resgistrato, mossa utile se vole rendere la vita un po’ difficile per gli hacker
  2. per poter leggere tale codice dovrete andare in “Visualizza sorgente” in Firefox, “visualizza sorgente” in Google Chromee, ecc. ecc.
  3. appena sopra il codice sorgente che richiama un file dal server vedrete che fra parentesi angolate di commento di HTML
  4. dunque se noi volessimo eliminare quella richiesta specifica il codice da scrivere relativo sarà (notare quello che c’è scritto fra parentesi tonde dopo wp_dequeue_script e wp_deregister_script):

Arrivati: questo è l’id, l’identificativo, che wordpress “assegna” ad ogni file che è stato registrato (medinate wp_register_script oppure wp_register_style)

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no-more-responseive

Poniamo che voi abbiate una tabella, il bello delle tabelle è che per loro natura sono di tipo adaptive cioè fluide: si adattano di conseguenza alla grandezza dello schermo.

E’ sufficente scrivere nel CSS

ed il gioco è fatto.

Il problema nasce a risoluzioni troppo basse le colonne ad un certo punto per forza di cose sono obbligate a sovrapporsi

Ma non se usi la tecnica No More Tables!
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mobile_first

Il modello di scrittura del codice CSS denominato first mobile ha preso banco ormai da un po’ di tempo. All’inizio feci fatica a comprendere perché bisognava riscrivere le varie media queries ma poi pian piano studiando ben ben Bootstrap 3 (il Bootstrap 2 non è first-mobile) ne compresi il perché della sua eccezionalità: permette una riduzione notevole della scrittura delle righe del codice CSS.

Seplicememente quello che scrivete non dovete riscriverlo una seconda volta perchè quel varrà dalla media queries ove è si sino ad una risoluzione infinita dello schermo! ciò semplifica notevolmente il lavoro perchè non dovrà essere ripetuto di volta in volta in tutte le varie media queries, appunto.

Altra caratteristica degna di nota: maggiore è il min-width della media queries, minore sarà l’impatto sulla gamma degli shermi dei vari dispositivi presenti sul mercato.
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Per rendere un sito in WordPress il più veloce possibile l’espediente più importante in assoluto è:

ridurre al minimo le richieste dei file al server

Di per se è anche facile da intuire: sei al bar, meno richieste fai al barista, più il barista riuscirà a soddisfare le tue esigenze in minor tempo, maggiore richieste fai al barista (“vorrei un cappuccino, con caffè decaffeinato, in  un bicchiere e non in una tazza, mi raccomando il latte deve essere parzialmente scremato, né troppo caldo né troppo freddo, ..ok?”) più al barista  servirà del tempo per poter esaudire la tua ordinazione…

Una esemplificazione di come ridurre le richieste al server

Spiegherei cosa succede a WordPress con un esempio: poniamo che anche voi come me utilizzate il noto plugin per costruzione della form dei contatti Contact Form 7 (abbreviato in CF7).

Problema: nel sito utilizzo è che i file del plugin CF7 verranno caricate in tutte l epagine anche quelle che non usano il CF7.

Capite bene che è semplicemente una richiesta: in più, inutile, deleteria per il tempo di caricamento della pagina, e ultimamente sono venuto a conoscenza che Google penalizza le pagine che non tengano conto del tempo di caricamento della pagina.

Per non parlare della user experience: quando il tempo di caricamento della pagina supera i due secondi… le persone si annoiano (lo comprereste un televisione che impiega più di 2 secondi a cambiare canale? …penso proprio di no, appunto :-) !).

…insomma c’è da mettersi ai ripari…
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